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sabato, 01 settembre 2007

Nell’ombra, nel buio, vagare per strette strade per cercare di ricordare. “Cosa sono diventato?” è questo l’interrogativo che si pone. Sente la necessità della domanda.
“Finalmente ti ho trovata” le dice.
“Non mi hai mai veramente cercata” controbatte lei.
Eppur il suo volto non era il suo, perché in questo mondo ciò che è, in realtà non è, e quel che è, potrebbe essere, e in quanto potrebbe non è. Ogni volto, ogni immagine ha una storia a sè, una storia che si origina dal nulla, perché l’autore è a noi ignoto.
“Perché mi hai trattato così? Cercavo di aiutarti e invece ti sei lasciata andare” le fa notare lui.
“Ho scelto la via più semplice, la via della vergogna e la via della temerarietà. Non avresti fatto lo stesso nelle mie condizioni?”
“Non ho mai smesso di pensarti” le dice con grazia lui.
“Fandonie! Misere parole pronunciate dal nulla quale è la tua bocca. Taci maledetto falsificatore!” gli urla lei.
Poi un vortice privo di senso sembra annebbiare la vista, annebbia il mondo che circonda il buio: avvolge il nulla.
Corre, corre verso la porta blu, ma non c’è speranza: dietro, non c’è che il nero.
Dell’acqua scorre rapidamente.
“Mi hai abbandonata!”
“Mi hai abbandonato!”
“Ci hai abbandonati!”
Troppe persone, troppe responsabilità per un male che non può essere identificato. Vede ciò che non è e che non può essere, associa il nulla alla vita e alle sue false forme.
“Io… voglio… ai…” queste le sue parole, mentre lo scorrere dell’acqua non cessa.
La vede, finalmente la vede, o meglio, la vede di nuovo. È vestita di rosso ed è l’ombra della paura che sta per svanire. Cosa può esser mai se non la sua unica soluzione?
“Torna…” le dice, ma lei, vestita di quell’abito nero, gli volta le spalle e svanisce.
Ma si sa che nulla è come può sembrare, perché ciò che è potrebbe non essere, e ciò che non è, non esiste in questo mondo.
Lui piange, ma in realtà non sono lacrime. Schizzi di una pioggia che non c’è gli bagnano il volto e lui solo, inerme, privo di alcuna forza, giace nel fondo della vasca disegnata nel rosso di un vacuo ricordo.
Scritto da Sergei
14:19 /
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L'idealismo รจ la nobile toga che il politico gentiluomo avvolge sul suo desiderio di potere.
Aldous L. Huxley
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